IL GOVERNO BERLUSCONI VUOLE RENDERE PRECARIO IL LAVORO, RIDUCE IL RUOLO DEL SINDACATO, COMPROMETTE LA COESIONE SOCIALE

La riforma del mercato del lavoro predisposta dal Governo è inaccettabile perchè:
- sospende il diritto al reintegro per i lavoratori licenziati senza giusta causa (art. 18 Statuto dei Lavoratori);
- introduce un arbitrato non vincolato al rispetto di leggi e contratti in vigore;
- vìola le nuove competenze regionali in materia di lavoro;
- intende riordinare gli incentivi all'occupazione e gli ammortizzatori sociali senza oneri aggiuntivi per lo Stato, lasciando senza tutela i tanti lavoratori atipici o precari.

I DS e l'Ulivo, hanno delineato in Parlamento, attraverso cento emendamenti comuni, una proposta diversa;
- Stralciare la norma contenente l'attacco all'art. 18;
- Introdurre un arbitrato vincolato al rispetto di leggi e contratti;
- Consultare la Conferenza Stato-Regioni per le materie di competenza concorrente;
- Stanziare 2.600 miliardi per i primi tre anni per il riordino degli ammortizzatori sociali, estendendo ai lavoratori atipici e precari i diritti civili e sindacali, nonché il rispetto degli standard di sicurezza sul lavoro e l'accesso agli ammortizzatori sociali;
- Valorizzare la formazione professionale come grande risorsa strategica per aumentare l'occupazione del nostro Paese.

I DS e l'Ulivo vogliono rafforzare la coesione sociale raccomandata dall'Unione europea, tutelare i diritti, riordinare ed estendere le tutele, sviluppare l'occupazione con politiche a favore del Mezzogiorno e delle aree depresse.

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